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| TERZO EPISODIO
Margherito Johnson guarda fuori dall'oblo e ricorda se stesso, vent'anni prima. Ricorda di quando la madre lo vestiva da fiore di campo e lo metteva in fila di fianco alle piante, sul terrazzo, dicendogli: "Margherito, al mio tre non ti voglio più sentir parlare". Al tre Johnson si zittiva e la madre (Begony Johnson) iniziava a dirgli frasi come "Sei la margherita più brutta che io abbia mai visto", o "quei petali te li stacco a morsi, imbecille", finché Marghy nostro non sbottava e la prendeva a pedate negli stinchi.
Johnson ricordava, ricordava di quando andava in giro per il boschetto di fianco a casa correndo e urlando "SONO LA REGINA DEI FIORIIIIIIII"; ricordava della prima volta in cui aveva preso un innaffiatoio per bere e di quando aveva usato le cesoie per "potarsi" i capelli. Ricordava la volta che aveva picchiato un bambino con un fiore dicendogli "tu non hai le radici, dolcezza" e di quando si era messo a fare le piroette davanti alle sue amiche nel corridoio della scuola, ostentando una femminilità tale da fargli vincere la fascia"ragazza in gambissima" e il titolo di reginetta della scuola.
Mentre ricordava tutto ciò, l'Exitprise viaggiava senza sosta verso l'infinito e oltre, schivando asteroidi e beccando qualche piccione spaziale (con due C, i picioni con una C sola erano dentro all'astronave). Tutto ciò sarebbe parso normale, se solo nell'astronave non si stessero organizzando festini notturni con una certa regolarità. Tutti erano così presi dalla vita nell'astronave che una figura continuava ad aggirarsi ormai da una settimana e nessuno ancora se n'era accorto. A parte un'aspirante assistente, che aveva trovato la persona in questione nascosta nel frigo e aveva urlato: "AH NO, NON MI FREGHI. SEI UN TRONKY, L'HO CAPITO DALLA MAGLIA ROSSA."
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